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ASSEMBLEA ANTISESSISTA IN R5 * 20 FEBBRAIO ORE 16.00*

orientale | 17 Febbraio, 2008 00:48

RIPRENDIAMOCI L’8 MARZO!
RIPRENDIAMO LA LOTTA!

-Contro gli attacchi alla autodeterminazione della donna

-Contro la campagna di criminalizzazione dell’aborto

-Contro le limitazioni e gli attacchi alla legge 194

-Per l’adozione della pillola abortiva RU 486

-Per il potenziamento dei consultori sul territorio

-Per una reale educazione alla contraccezione

- Perchè ogni donna possa scegliere liberamente
del proprio corpo, vita, futuro

Assemblea Antisessista -

Mercoledì 20 febbraio, ore 16:00
aula autogestita R5

ORGANIZZIAMOCI A BENEVENTO IL 25 FEBBRAIO,

in occasione della visita di GIULIANO FERRARA all'Istituto Superiore di Scienze Religiose "Redemptor  hominis" GERARCHIE ECCLESIASTICHE  

l'8 marzo a p.zza del Gesù!

L’aula R5 si trova a Palazzo Giusso, sede Università Orientale, Largo san Giovanni Maggiore

Per info e contatti:

csoaterraterra@terraterra.org

coll_orientale@insiberia.net

ASSEMBLEA ANTISESSISTA

 

CONTRO DISCARICHE E INCENERITORI, AUTORGANIZZAZIONE!

orientale | 07 Gennaio, 2008 23:24


Con il pretesto dell’emergenza, il Commissario Cimmino e
il Prefetto Pansa hanno disposto la riapertura della
discarica di Pianura, chiusa nel 1996 dopo che per
quarant’anni ha accolto rifiuti di tutti i tipi da tutta
l’Italia: una discarica in piena città, a 50 metri dal
Parco degli Astroni (oasi protetta WWF), in un territorio al
quale è stato promesso riqualificazione e sviluppo, e in
cui ancora oggi mancano i servizi più essenziali.
Dopo 14 anni di Commissariamento e gestione straordinaria,
dopo aver speso fra il ’97 e il 2005 più di un miliardo
di euro (dati della Corte dei Conti), le strade della
Campania sono ancora piene di rifiuti, e le sue campagne
disseminate di discariche. La raccolta differenziata non
supera il 10%, il 93% dei rifiuti urbani non viene smaltito,
ma accatastato in “ecoballe”. A causa delle sostanze
tossiche che si spandono sul territorio, i tumori a pancreas
e polmoni sono in vertiginoso aumento (più del 12%
rispetto alla media nazionale, dati OMS), interi campi non
sono più coltivabili e le falde acquifere sono inquinate
irrimediabilmente.

“L’emergenza rifiuti” è un affare enorme: ci
guadagnano le imprese di raccolta e smaltimento (come
Ecocampania e FIBE), i clan, più o meno legati a
“rispettabili” imprenditori, i proprietari delle
discariche, le industrie del nord-est che hanno sversato
illegalmente i loro rifiuti in Campania per anni.
Ci guadagna il ceto politico che dall’inizio degli anni
’90 ha incassato milioni di euro dai vari Consorzi
privati, fra concessioni, favoritismi e omissioni di
controlli.

Alla giusta protesta dei cittadini di Pianura, di Quarto, di
Pozzuoli, già esasperati da anni di malgoverno, è stato
risposto con cariche indiscriminate, ferimenti, occupazione
militare del territorio.
Si vuole riempire Pianura d’immondizia fino all’apertura
dell’inceneritore di Acerra, che andrà a inquinare con
polveri e sostanze tossiche un’altra zona già degradata
e sofferente.
Oltre al danno la beffa: i cittadini che si ribellano a
quest’ingiustizia, vengono accusati di “particolarismi
localistici” (come ha detto il Presidente Napolitano), di
egoismo e incapacità a sacrificarsi.

La lotta per l’ambiente e la salute appartiene a tutti i
cittadini e deve essere condotta in nome dell’unità e
della solidarietà, con la consapevolezza che l’unica
risposta è l’autorganizzazione: non ci si può fidare
di partiti che, nel centrodestra come nel centrosinistra,
sono sempre pronti a fare affari sulla nostra pelle,
coltivando i loro rapporti clientelari e le loro logiche
elettorali. Non ci si può fidare di istituzioni che,
mentre si spartiscono i guadagni derivanti dai rifiuti,
impongono con il manganello le loro scelte folli e
scriteriate!

CORTEO CITTADINO
9 GENNAIO
ORE 18 PIAZZA DEL GESU’

- NO ALLA RIAPERTURA DELLA DISCARICA DI PIANURA
- NO ALL’INCENERITORE DI ACERRA
- SÌ AL RICICLAGGIO ED ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA

NETWORK AUTORGANIZZATO PER UN PRIMO MAGGIO DI LOTTA

Collettivo Internazionalista di Napoli

CSOA TerraTerra

Interfacoltà (Coordinamento Collettivi Universitari Napoletani)

Vesuvio Zona Rossa (Comuni Vesuviani) 

15 DICEMBRE A VICENZA: NO ALLE BASI MILITARI, NO ALL'IMPERIALISMO!

orientale | 15 Dicembre, 2007 22:06


Il progetto di allargamento della base americana di Vicenza va letto nel quadro più complessivo dei rapporti tra le potenze imperialiste. Nei progetti statunitensi, la base dovrà essere il centro logistico e la sede principale delle forze d'intervento rapido da utilizzare prioritariamente nelle missioni militari in Medio Oriente.

L'allargamento della base di Vicenza possiede un valore strategico irrinunciabile non solo per la politica estera statunitense, ma anche per quella italiana. Infatti, in un contesto che vede intensificarsi le aggressioni e le occupazioni imperialiste, l'Italia è coinvolta, e gioca con un ruolo di primo piano: proprio per sviluppare ulteriormente questo ruolo il governo italiano ha scelto di rinsaldare l'alleanza con gli USA, concedendo a questi l'allargamento della base. Lungi dal rappresentare l'effetto di una qualche forma di "subordinazione" agli USA, tale scelta rientra perfettamente nella strategia imperialista italiana, che corre lungo due linee direttrici: da un lato, offrire un supporto militare alle aggressioni imperialiste a guida statunitense, come in Iraq; dall'altro, ritagliarsi un ruolo di punta nell'area mediorientale, assumendo, per esempio, la guida della missione UNIFIL II in Libano. Queste linee direttrici non sono in contrapposizione, ma rispondono ad una logica comune, seguita dai governi di ogni colore politco: costruire spazi di iniziativa politica, economica e militare, per rafforzare gli interessi imperialisti dello stato italiano nell'area mediterranea e non solo.

In questo senso trova significato la presenza di truppe italiane nei Balcani (¼ della forza di interposizione in Kossovo), in Libano, nella Striscia di Gaza, in Iraq e in Afghanistan, tanto per fare qualche esempio. È per questo che, chi continua, imperterrito, a parlare di "subordinazione" dell'Italia "colonia" all'imperialismo USA fa, né più né meno che il gioco dell'imperialismo italiano, che trova, in questa posizione "antimperialista" di facciata, un valido sostegno nella ricerca di spazi sempre maggiori di "autonomia" dalla potenza egemone nordamericana.

Non a caso, a rivendicare con maggior forza l' "indipendenza" italiana dallo "strapotere" USA, sono proprio quei sinistri partiti dell'attuale maggioranza, che, un anno fa, ha dato il consenso al raddoppio della base. Gli stessi partiti che, in un anno e mezzo di governo, hanno regalato ai lavoratori l'abbassamento dei salari, la cancellazione delle pensioni, l'aumento delle spese militari e della presenza complessiva di militari italiani nel mondo. Rifiutando dall'inizio la menzogna della "subordinazione" e della "colonizzazione" dell'Italia, la lotta di Vicenza ha rappresentato un passo in avanti. È riuscita ad uscire dalla semplice, quanto importante, difesa del territorio, e a legare la lotta contro l'allargamento della base, a quella più ampia contro la politica guerrafondaia dell'Italia, ora tatticamente alleata degli USA, ora impegnata nello sviluppo, sul piano militare, del ruolo dell'UE nel mondo. Ricordiamo, infatti, che nei pressi dell'area individuata per l'allargamento della base USA, ha già sede l'Eurogendfor, la gendarmeria europea, il nuovo corpo di polizia militare dell'UE già pienamente attivo e funzionante.

L'esperienza di movimenti come il No Dal Molin ci mostra la necessità di legare tra di loro le lotte per la difesa dei territori – dal No Tav alle lotte contro gli inceneritori in Campania – e di ricomporle in un ottica più complessiva, e unitaria, contro gli attacchi dell'imperialismo ai lavoratori, liberandosi da ogni legame con partiti e istituzioni, e ripartendo dalla costruzione di percorsi reali di autorganizzazione che possano, in prospettiva, porre le condizioni per un avanzamento effettivo della classe.

No alle basi di ogni bandiera, no alle guerre imperialiste!

Contro gli attacchi ai lavoratori, rilanciamo l'autorganizzazione!

Nessuna fiducia nei partiti e nelle istituzioni!

NETWORK AUTORGANIZZATO PER UN PRIMO MAGGIO DI LOTTA

Collettivo internazionalista di Napoli

C.S.O.A. "Terra Terra" (Napoli)

Interfacoltà (Coordinamento dei Collettivi Universitari Napoletani)

Vesuvio Zona Rossa (Comuni Vesuviani)

BLOCCATO CORSO "STORIA E CRITICA DEL CINEMA" DEL PROF. CAPRARA

orientale | 12 Dicembre, 2007 23:12

Oggi, 12 dicembre 2007,
è stato bloccato, nell'aula T1 di P.zzo Mediterraneo, il corso di "Storia e critica del Cinema" del professor Caprara. Ormai da tempo i docenti nelle università hanno ripreso (se hanno mai smesso) ad esigere i libri originali in sede d'esame, pena la bocciatura.
Non solo molto spesso i testi da portare obbligatoriamente all'esame sono scritti dagli stessi docenti che tengono il corso, addirittura si arriva a richiedere l'acquisto di numerosi testi, facendo schizzare le spese per poter affrontare un singolo esame a più di 100 euro!
Questo agire da parte dei docenti, lungi dall'essere un atto isolato, si inserisce in un processo di selezione di classe all'interno dell'università che si è ulteriormente approfondito in seguito all'applicazione delle direttive europee sulla formazione ( in Italia con le riforme Zecchino-Moratti-Mussi).
Durante l'azione, sono stati distribuiti agli studenti e alle studentesse CD contenenti i testi completi richiesti per lo specifico esame, invitandoli a contribuire al PROGETTO LIBREREMO, non solo portando i testi nell'aula autogestita "R5" a P.zzo Giusso e condividendo i propri file in rete attraverso emule, ma anche segnalando i professori che portano avanti questa pratica classista e che fanno questa opera di terrorismo psicologico all'interno dei propri corsi.
Quest'azione rappresenta solo un tassello di una più ampia battaglia contro la proprietà intellettuale. Quest'ultima non fa altro che alimentare i profitti delle grandi case editrici e nega l'accesso alla cultura ed un reale diritto allo studio.

Di seguito il volantino distribuito durante l'iniziativa

L'AFFARE LIBRI ORIGINALI

Diversi docenti dell’università Orientale “raccomandano caldamente” l’acquisto dei testi originali, in alcuni casi arrivando a pretenderne una copia in seduta d’esame. Se gli studenti dovessero attenersi a queste pretese (peraltro non previste da alcun regolamento didattico di ateneo e/o facoltà), i costi di cui farsi carico per un anno di università lieviterebbero in media di circa 600 euro (tale cifra si ottiene supponendo di dover acquistare due testi per ogni esame, in media ci sono 9 esami all’anno nelle quattro facoltà della nostra università). Tutto ciò in un contesto che vede gli studenti già farsi carico di notevoli spese per l’università (tasse in aumento, trasporti, alloggi, ecc.).

Vogliono i libri originali? Ce ne “libreremo”!

La condivisione dei materiali, l’accesso diretto agli strumenti di studio, lo scambio di informazione, sono pratiche che possono permettere agli studenti di riappropriarsi di quel diritto allo studio che anni di riforme universitarie, ma non solo, hanno eroso, in alcuni casi fino all’estinzione. Questo processo di smantellamento del diritto allo studio è frutto dell’ideologia neo-liberista portata avanti a livello europeo, con il beneplacito dei governi italiani di centro-destra e di centro-sinistra: il diritto allo studio, conquistato con anni di lotte e da allora garantito, sta mutando in servizio, accessibile a chi può permettersi di pagarlo, gli studenti sono ora clienti. Gli enti pubblici che garantivano materialmente i diritti attraverso la fornitura di servizi, tramite “liberalizzazioni” (nei fatti aziendalizzazioni e/o privatizzazioni) sono stati trasformati in aziende che attraverso criteri di economicità si occupano del “non diritto allo studio”, sopprimendo servizi e fornendo disservizi (vedi la “nostra” A.Di.S.U. che ha fatto in modo che il servizio mensa fosse chiuso a favore di convenzioni con ristoranti privati).

WWW.LIBREREMO.ORG è un portale, attraverso il quale è possibile caricare e scaricare testi in formato pdf: manuali universitari, appunti e dispense, scritti rari o in lingua originale e libri fuori catalogo perché poco interessanti per il mercato.
Parte della cultura “critica” é oggi reperibile con difficoltà o è stata del tutto cancellata all’interno del panorama editoriale. Questo però non è dovuto al caso o a fantomatiche esigenze commerciali, è una precisa volontà politica: le case editrici acquistano i diritti d’autore di molte opere non conformi alla logica e alla cultura dominanti e ne impediscono la pubblicazione e quindi la diffusione.

E’ inaccettabile, subiamo una continua e silenziosa censura.

La community di Libreremo crede nella cultura come bene della collettività e come strumento emancipativo dell’essere umano. Aderire è possibile e facile: facendo girare la voce, partecipando, aggiungendo nuovi testi e comunicando le tue riflessioni e i tuoi commenti attraverso il forum…

SCARICA LIBRI, CONDIVIDI I TESTI, DIFFONDI CULTURA!

Visita il sito www.libreremo.org per informazioni sul progetto e modalità di utilizzo del programma di condivisione.
All’interno dell’aula autogestita “R5” (Palazzo Giusso) troverete un banchetto con materiale gratuito di informazione su questo progetto:

SEGNALA I DOCENTI CHE FANNO PRESSIONI
PER L’ACQUISTO DI LIBRI ORIGINALI.
SOSTIENI IL PROGETTO “LIBREREMO”:
PORTA I TUOI LIBRI PER CARICARLI SUL SITO E RENDERLI SCARICABILI E CONDIVISIBILI DA TUTTI!

Collettivo Orientale ------ collettivorientale.noblogs.org
CSOA TerraTerra ------ www.csoaterraterra.org
Collettivo Politico-Musicale "Get up Kids!" ----- www.get-up-kids.org

VERSO IL 12 DICEMBRE, ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA

orientale | 03 Dicembre, 2007 19:37

CONTRO IL REVISIONISMO STORICO, RECUPERIAMO LA MEMORIA STORICA,

RILANCIAMO LA MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA!

 

...MERCOLEDI' 5 DICEMBRE...

AULA AUTOGESTITA "R5" - UNIVERSITA' ORIENTALE - PALAZZO GIUSSO

ORE 15: Proiezione del video "Il filo della memoria", sulla stretegia della tensione e la strage di Piazza Fontana.

ORE 16.30: ASSEMBLEA/DIBATTITO 

 

...MERCOLEDI' 12 DICEMBRE...

PIAZZA SAN DOMENICO MAGGIORE

ORE 10: PRESIDIO DI LOTTA E CONTROINFORMAZIONE

Il 12 dicembre 1969, alle ore 16:37, scoppia una bomba nella banca nazionale dell’agricoltura a Milano provocando 16 morti e 88 feriti.

La strage di P.zza Fontana è una tappa fondamentale della “strategia della tensione” che ha insanguinato l’Italia con numerosi attentati, progettati da classe politica e poteri economici e attuati da servizi segreti in collusione con frange di movimenti di estrema destra.

Un chiaro progetto politico con l’obiettivo di instaurare nel paese un clima di paura e terrore per legittimare uno stato repressivo e poliziesco in grado di reprimere le lotte degli operai, degli studenti e dei proletari.

Così come allora, lo stato oggi ci propone:

Il “pacchetto sicurezza” che rafforza le politiche razziste nei confronti degli immigrati (vedi l’ultima campagna contro la popolazione rumena); la repressione delle lotte sociali; la legge finanziaria che aumenta le spese militari a scapito di quelle sociali; le guerre imperialiste in Libano, Iraq e Afghanistan; il protocollo di luglio sul welfare che attacca le condizioni dei lavoratori, dall’età pensionabile alle garanzie contrattuali.

Oggi come ieri, il governo e le istituzioni hanno bisogno di alimentare odio e terrore, repressione e paura per poter sopravvivere in un momento di crisi economica e sociale.

In questo clima di revisionismo storico, che vuole i repubblichini di Salò uguali ai partigiani, uno dei colpevoli di quegli anni cerca oggi di riabilitare il suo nome. Da tempo, infatti, è in corso una campagna che sostiene l’innocenza di Luigi Ciavardini, condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione per la strage della stazione di Bologna nel 1980.

Ciavardini è un militante di estrema destra di gruppi come Terza Posizione e Nar (nuclei armati rivoluzionari) responsabili materiali e politici delle stragi di quegli anni.

Contro questo rigurgito fascista è importante combattere quotidianamente

 nella nostra città, recuperando la memoria storica. 

 SENZA MEMORIA NON C'E' FUTURO! ORA E SEMPRE RESISTENZA!

 

NETWORK AUTORGANIZZATO PER UN PRIMO MAGGIO DI LOTTA [primomaggiodilotta@gmail.com]

Collettivo Internazionalista di Napoli

CSOA TerraTerra (Napoli)

Interfacoltà (Coordinamento Collettivi Universitari Napoletani)

Vesuvio Zona Rossa (Comuni vesuviani)

                    SCARICA L'OPUSCOLO (file .pdf)

                SULLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA E

                    LA STRATEGIA DELLA TENSIONE 

                                        Opuscoloantifa12dic.pub.pdf

PRESENTAZIONE DEL VIDEO "CAPITALE SOCIALE"

orientale | 29 Novembre, 2007 23:23

SABATO 1° DICEMBRE - ORE 18 -

PRESSO IL "C.S.O.A. TERRATERRA"

(Via Appio Claudio (traversa viale Adriano) - Soccavo - Napoli

PROIEZIONE DEL VIDEO "CAPITALE SOCIALE"

Documentario sullo sfruttamento dei lavoratori delle cooperative sociali realizzato da "Corrispondenze Metropolitane" (Roma) e dal "Coordinamento operatori sociali di Roma".

NETWORK AUTORGANIZZATO PER UN PRIMO MAGGIO DI LOTTA [primomaggiodilotta@gmail.com]

Collettivo Internazionalista di Napoli

C.S.O.A. TerraTerra

Interfacoltà (Coordinamento Collettivi Universitari Napoletani)

Vesuvio Zona Rossa (comuni vesuviani) 

ASSEMBLEA CONTRO LA PRECARIETA' CON IL COLLETTIVO PRECARIATESIA DI ROMA

orientale | 22 Novembre, 2007 20:28

 

                 MERCOLEDI' 28 NOVEMBRE

               ORE 17.30 - "CINEMA ASTRA" 

          VIA MEZZOCANNONE 109 - NAPOLI 

 

Il recente “Protocollo sul welfare” e il ruolo giocato dai sindacati confederali confermano che la mobilitazione contro la precarietà può svilupparsi solo grazie all’autorganizzazione dei lavoratori e al radicamento territoriale delle lotte.

Esperienze come quella del Collettivo Precari Atesia di Roma dimostrano che attraverso l’autonomia organizzativa e il protagonismo dei lavoratori è possibile ottenere importanti risultati concreti.

Atesia è il più grande call-center del paese, la storia di questa società è rappresentativa dello sviluppo di un settore nel quale l’utilizzo di forme contrattuali “flessibili” ha consentito il super-sfruttamento dei lavoratori e quindi l’accumulazione di enormi profitti.

Dopo anni di lotte, fronteggiando i licenziamenti punitivi dell’azienda e contrastando le manovre filopadronali del governo e dei sindacati concertativi, il Collettivo Precari Atesia è riuscito ad ottenere la stabilizzazione dei lavoratori.

Dall’esperienza dei lavoratori Atesia emerge un’indicazione che va raccolta e generalizzata a tutti i livelli: con l’autorganizzazione è possibile contrastare efficacemente la precarietà e migliorare le condizioni di vita e di lavoro.

 

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Collettivo Internazionalista di Napoli

                                                                   C.S.O.A. “Terra Terra”

Interfacoltà

(Coordinamento dei Collettivi Universitari Napoletani)

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(Comuni Vesuviani)

 

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Manifesto Assemblea con PrecariAtesia

 

CONTRO L’EUROPA DELLO SFRUTTAMENTO, DELLA PRECARIETA' E DELLA GUERRA!

orientale | 17 Novembre, 2007 09:44

MERCOLEDI’ 21 NOVEMBRE - Ore 16,00

ASSEMBLEA/DIBATTITO

UNIVERSITA' ORIENTALE - PALAZZO GIUSSO -

AULA AUTOGESTITA "R5"

Il prossimo 13 dicembre i rappresentanti dei 27 Stati membri dell’Unione Europea si riuniranno a Lisbona per firmare il nuovo “Trattato UE”, con il quale saranno riesumati e resi operativi tutti i contenuti della vecchia “Costituzione europea”, affossata dai referendum in Francia e Olanda.

 

L’architettura giuridica e istituzionale disegnata dal nuovo Trattato, così come le politiche ch’esso si prefigge di sviluppare, confermano la natura irriformabilmente padronale dell’Unione Europea. Compito del nuovo Trattato è infatti quello di stabilizzare un contesto normativo e politico-istituzionale che consenta alla borghesia imperialista di procedere più speditamente nell’approfondire lo sfruttamento del proletariato metropolitano, nell’intensificare la repressione, nel perfezionare la persecuzione terroristica degli immigrati, nell’implementare strumenti militari grazie ai quali sviluppare una politica estera sempre più aggressiva e guerrafondaia.

 

Il nuovo salto di qualità nella “costruzione politica europea” si realizza all’insegna dello sfruttamento, del razzismo e del militarismo.

 

Una volta ratificato il Trattato, i diversi Stati membri utilizzeranno le nuove capacità operative dell’Unione Europea per “aprire la strada” ai diversi provvedimenti governativi che da anni articolano l’offensiva padronale sul piano nazionale. I contenuti del nuovo “Trattato UE” confermano una tesi fondamentale: “livello nazionale” e “livello europeo” si ridefiniscono e rafforzano vicendevolmente, realizzando un vero e proprio attacco concentrico alle condizioni di vita e di lavoro del proletariato. Anche i recenti provvedimenti del governo italiano – Protocollo sul welfare, Pacchetto sicurezza, Riforma di scuola e università, Riforma delle relazioni industriali – dimostrano che la ristrutturazione capitalistica e la conseguente offensiva padronale si giovano di un processo di ridefinizione politica e giuridica che ha nella costruzione del polo imperialista europeo il suo motore e il suo punto di forza.

 

In Europa, gli operai, i lavoratori, gli studenti, il movimento contro la guerra, i movimenti antirazzisti, stanno già dando vita a forme di coordinamento e organizzazione volte a bloccare la ratifica del nuovo “Trattato UE”. Rilanciare la mobilitazione contro l’Europa dei padroni, del razzismo e del militarismo, oggi significa innanzitutto lavorare per strutturare un tessuto autorganizzato che sappia dare espressione politica alla necessità di procedere verso l’unificazione internazionale delle lotte operaie, studentesche, degli immigrati e dei movimenti. Nella consapevolezza che la risposta proletaria alla perdurante offensiva padronale non può prescindere dalla costruzione di livelli d’iniziativa che si pongano direttamente sul terreno europeo.

 

Costruiamo l’opposizione internazionalista al nuovo “Trattato UE”!

Per l’unità internazionale di tutti gli sfruttati!

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Collettivo Internazionalista di Napoli

                                                                C.S.O.A. “Terra Terra” (Napoli)

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Libertà per Saadat
 
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